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"CORRISPETTIVI TELEMATICI: BENE LA MORATORIA SULLE SANZIONI, MA ORA VA RINVIATO L'OBBLIGO DI GENNAIO 2020"

Sergio Rebecca, presidente di Confcommercio Vicenza: "Le aziende stanno facendo il massimo per adeguarsi, ma una "rivoluzione" come questa richiede più tempo"

venerdì 28 giugno 2019
Sergio Rebecca, presidente di Confcommercio Vicenza Sergio Rebecca, presidente di Confcommercio Vicenza

Mancano pochi giorni e scatterà un’altra “rivoluzione” per tante aziende del dettaglio (ma anche per i pubblici esercizi come i ristoranti) con un giro d’affari superiore ai 400mila euro annui: il 1° luglio, infatti, dovranno memorizzare elettronicamente e trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate i dati dei corrispettivi giornalieri. Un obbligo che arriva a qualche mese da un’altra “rivoluzione digitale”: quella della fatturazione elettronica che ha costretto le imprese a dotarsi di nuovi strumenti informativi o ad aggiornare quelli in dotazione. “Quando si introducono modifiche per certi versi epocali come queste, le difficoltà non mancano – è il commento di Sergio Rebecca, presidente di Confcommercio Vicenza –, non tutti sono pronti, anche se sono stati fatti, da parte di soggetti interessati, i “salti mortali” per adeguarsi. Per questo, come Confcommercio, abbiamo chiesto che nel “Decreto Crescita” sia inserito un provvedimento di sospensione delle sanzioni per tutti coloro che hanno ordinato l’acquisto di un nuovo misuratore fiscale, o il suo adeguamento, entro il 30 giugno, ma non siano in grado di essere immediatamente operativi dal 1° luglio. La norma è stata approvata in via definitiva proprio il 27 giugno e dunque siamo soddisfatti che siano state accolte le nostre richieste, anche se, come avviene spesso, si introducono correttivi quando oramai il tempo sta per scadere”.

Con il Decreto Crescita, passato definitivamente al Senato, si introduce infatti una “moratoria” sulle sanzioni per i primi sei mesi di obbligo di trasmissione telematica di scontrini e ricevute all’Agenzia delle Entrate, oltre a rinviare alcune scadenze fiscali come i versamenti Isa (in questo caso al 30 settembre).
Non si tratta dell’unica richiesta avanzata dalla Confcommercio che è stata accolta: quella, ad esempio, dell’esenzione dalla trasmissione telematica da parte delle medesime categorie economiche esonerate dalla certificazione dei corrispettivi (come tabaccai,  giornalai, alcune categorie di ambulanti, le agenzie di viaggio, le vendite per corrispondenza, eccetera) è già stata ottenuta nei mesi scorsi. Si punta ora anche ad arrivare al raddoppio del credito d’imposta spettante all’esercente per l’acquisto di un registratore telematico (in pratica, dagli attuali 250 euro a 500 euro) o per l’adattamento del vecchio registratore di cassa (dagli attuali 50 euro a 100 euro) e la semplificazione degli adempimenti inerenti le procedure di reso sulle vendite effettuate.

Ma ciò su cui si sta lavorando di più, dal punto di vista del pressing della Confederazione sul Governo, è il rinvio di sei mesi dell’obbligo di invio telematico dei corrispettivi da parte di tutte le altre imprese del dettaglio e pubblici esercizi, previsto a partire dal 1° gennaio 2020. “Stiamo parlando di un mondo che ha livelli di digitalizzazione molto differenziati – sottolinea il presidente di Confcommercio Vicenza  Sergio Rebecca -, con attività capillarmente distribuite sul territorio e dunque presenti anche in aree non adeguatamente dotate delle necessarie infrastrutture telematiche.  Quest’obbligo rischia di mettere molti operatori in difficoltà, soprattutto le micro imprese che prestano un servizio essenziale anche in aree periferiche. Serve certamente più tempo e l’introduzione di un ventaglio più ampio di esenzioni”.
L’auspicio è che il pressing sul Governo porti a decisioni che vengano incontro alle esigenze del settore, sia dal punto di vista dei tempi di entrata in vigore di provvedimenti così impattanti, sia dal punto di vista di una semplificazione delle procedure burocratico-amministrative.

 



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