Confcommercio è critica sulla possibile soppressione della Corte di giustizia tributaria di primo grado di Vicenza, con il conseguenze trasferimento delle competenze a Verona. Per il presidente Nicola Piccolo, l’eventuale passaggio dall’ipotesi alla realtà si configurerebbe come “una penalizzazione per il tessuto economico del nostro territorio: si è sempre lavorato per avvicinare il Fisco al mondo delle imprese e così sembra si vada invece nella direzione opposta, che è quella dell’allontanamento. E ciò non senza conseguenze anche sotto il profilo dei costi, perché anche se esistono specifiche procedure telematiche, in caso di pubblica udienza - considerato che la possibilità dell’udienza a distanza introdotta dalla riforma del contenzioso tributario non sembra ancora “consolidata” - ci sarà la necessità di spostarsi a Verona, con maggiori oneri per i professionisti incaricati a seguire il contenzioso e ovvie ricadute sulle imprese”. Dunque se da un lato la soppressione della Corte può far risparmiare risorse allo Stato, com’è probabilmente nelle intenzioni del Ministero, dall’altro a farne le spese, alla fine, saranno le aziende.
Per il presidente di Confcommercio Vicenza c’è poi un’altra conseguenza di questa eventuale soppressione della Corte, che ha sede in corso Palladio: “sarà un altro ufficio pubblico che abbandona il centro storico del Capoluogo, con un ulteriore impoverimento in termini di attrattori che già scarseggiano”.
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