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CONGIUNTURA CONFCOMMERCIO: MANCA SPINTA CONSUMI, CRESCITA 2025 VA COSTRUITA DA ZERO

Pil a febbraio +0,2% congiunturale. Consumi deboli a gennaio (+0,3%) anche a causa delle tensioni sugli energetici. Bene i servizi (+1,4%), male i beni (-0,1%)

martedì 18 febbraio 2025
CONGIUNTURA CONFCOMMERCIO: MANCA SPINTA CONSUMI, CRESCITA 2025 VA COSTRUITA DA ZERO CONGIUNTURA CONFCOMMERCIO: MANCA SPINTA CONSUMI, CRESCITA 2025 VA COSTRUITA DA ZERO
Fonte: Confcommercio Nazionale

Secondo i dati dell'ultima Congiuntura Confcommercio (link al documento completo pdf), a gennaio 2025 c'è stata una variazione dei consumi dello 0,3% rispetto allo stesso mese del 2024 con una lieve diminuzione della spesa per i beni (-0,1%) e di una crescita dell’1,4% per i servizi. Insomma “ai robusti presupposti per una crescita dei consumi – è il comento della Confederazione -, favoriti anche dall’occupazione elevata, dai redditi reali crescenti e da un’inflazione sotto controllo, non corrisponde un coerente sviluppo della spesa delle famiglie”.

È vero che da novembre scorso il tendenziale dei consumi, misurato nella metrica dell’Indicatore Consumi Confcommercio, è positivo (come si diceva, +0,3% a gennaio rispetto a gennaio 2024),” ma l’evoluzione è stentata e permane al di sotto del suo potenziale. Anche in considerazione del nebuloso scenario internazionale, che certo non sostiene la propensione agli investimenti da parte delle aziende, un nuovo orientamento verso l’espansione della domanda interna sarebbe auspicabile”. Una spiegazione del freno alla spesa deriverebbe dall’effetto «percezione» che i consumatori avrebbero dell’effettiva dinamica dei propri redditi. “È presumibile che le scorie psicologiche accumulate durante la recente fiammata inflazionistica, rendano le famiglie particolarmente caute nel valutare le proprie possibilità di spesa – è l’analisi di Confcommercio nazionale -. Questa stessa interpretazione indica che con il passare del tempo, e in assenza di ulteriori shock avversi, si dovrebbe ripristinare il corretto funzionamento della catena che lega maggiori redditi a maggiori consumi. Che è alla base del nostro moderato ottimismo sulle prospettive dell’economia italiana nel 2025”.

LE DINAMICHE TENDENZIALI

Nel mese di gennaio 2025 le dinamiche delle diverse funzioni di consumo che compongono l’ICC sono molto articolate, pur in un contesto di generalizzato deterioramento della domanda di beni a cui ha corrisposto un diffuso miglioramento per i diversi aggregati che includono i servizi. Tra le diverse funzioni di spesa le dinamiche più positive, nel confronto annuo, si rilevano per i beni e servizi per la comunicazione (+2,8%). Si conferma in positivo anche la domanda per gli alberghi e i pasti e le consumazioni fuori casa (+1,9%), consolidando un trend che, sulla spinta di un deciso miglioramento della componente estera, prosegue da quasi quattro anni. A gennaio, apprezzabili segnali di recupero hanno interessato anche gli alimentari, le bevande e i tabacchi (+1,3%), dato che attenua solo in parte le difficoltà di questo segmento. In moderata crescita si confermano i beni e i servizi per la cura della persona (+0,4%). Segnali di un modesto recupero hanno interessato anche la domanda per l’abbigliamento e le calzature (+0,4%) a indicare una stagione dei saldi meno negativa, ma decisamente insufficiente a mitigare le difficoltà di un settore che vede da tempo una progressiva riduzione dei volumi acquistati dalle famiglie. Tra le macro funzioni di consumo si rilevano in negativo i consumi relativi ai beni ed i servizi per la mobilità (-2,0%), ai beni complementari alla ricreazione e ai beni e servizi per la casa (-0,3%).

A livello di singole voci di consumo permane la tendenza al miglioramento della domanda per i trasporti aerei (+11,2%), per i servizi ricreativi (8,7%) e per i consumi di energia elettrica (+0,8%). Rimane difficile, anche a gennaio, la situazione dell’automotive che segna, su base annua, un calo del 3,8% della domanda di auto nuove da parte delle persone fisiche e dei mobili e articoli d’arredamento (-1,9%). Segnali di deterioramento si rilevano anche per gli elettrodomestici (-1,7%) e per i carburanti (-1,0%).

ATTENZIONE: La notizia è riferita alla data di pubblicazione dell'articolo indicata in alto, sotto il titolo. Le informazioni contenute possono pertanto, nel corso del tempo, subire delle variazioni non riportate in questa pagina, ma in comunicazioni successive o non essere più attuali.

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