L’utilizzo dei Pos, da parte dei consumatori vicentini, è aumentato considerevolmente negli anni con il crescere dell’installazione dei terminali in negozi e pubblici esercizi: basti pensare che in provincia, secondo gli ultimi dati della Banca d’Italia riferiti al 2023, sono installati oltre 43 mila Pos, contro i 21 mila di dieci anni fa. Va da sé che questo tipo di incasso ha dei costi per l’esercente, che spesso diventano particolarmente onerosi quando si moltiplicano i micropagamenti, facilitati dalla tecnologia contactless che rende più facile l’operazione (il 27% delle transazioni con carta nei negozi italiani è un “micropagamento” entro i 10 euro, secondo l’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano).
Ed è anche su queste spese che interviene la convenzione stretta da Intesa Sanpaolo e Confcommercio, in questi giorni attiva per i 10 mila associati della provincia di Vicenza; un’operatività sancita dall’incontro, avvenuto ieri, tra il presidente di Confcommercio Vicenza Nicola Piccolo e i vertici territoriali della banca: Cristina Balbo, direttore regionale Veneto Ovest e Trentino Alto Adige dell’istituto e la direttrice di area Stefania Favretto.
L’applicazione della convenzione, che potrà ora essere richiesta dalle imprese aderenti a Confcommercio Vicenza, prevede infatti il rimborso delle commissioni sui micropagamenti POS di importo minore o uguale a 10 euro.
Va detto che l’accordo contiene molte altre agevolazioni riservate alle aziende del commercio, del turismo e dei servizi, ma certamente questa opportunità potrà rivelarsi interessante per tanti operatori, soprattutto quegli esercizi, ad esempio bar, pasticcerie, panifici, dove spesso la transazione media è piuttosto limitata.
“L’obiettivo di abbattere i costi per la gestione dei pagamenti da parte dei negozi e dei pubblici esercizi è sempre stato di stretta attualità per la nostra associazione - afferma Nicola Piccolo, presidente di Confcommercio Vicenza -. Questa convenzione va dunque nella giusta direzione, permettendo agli operatori di affrontare con meno oneri una consuetudine sempre più frequente nei consumatori, soprattutto i più giovani, vale a dire di pagare, anche le spese più piccole, con la moneta elettronica. La convenzione è in ogni caso molto articolata – continua il presidente Piccolo -, prevedendo altre agevolazioni interessanti e certamente rappresenta un esempio di come si possa dialogare in modo concreto e positivo tra mondo delle imprese e mondo del credito”.
Va detto, poi, che la “declinazione” territoriale dell’accordo con Intesa Sanpaolo, siglato da Confcommercio Veneto, ha previsto un plafond di 460 milioni euro destinati proprio alla nostra regione, quale parte del maggiore importo stanziato a livello nazionale.
“Con questo accordo la nostra banca risponde concretamente alle esigenze dei commercianti del territorio vicentino – commenta Cristina Balbo, direttrice regionale Veneto Ovest e Trentino Alto Adige Intesa Sanpaolo -. Le commissioni sui micropagamenti POS azzerate, la facilità di accesso al credito grazie ai nostri canali digitali e i 460 milioni di euro che mettiamo a disposizione delle attività associate a Confcommercio in Veneto sono uno stimolo allo sviluppo tecnologico e agli investimenti per migliorare il business e l’efficientamento energetico, anche dei piccoli esercizi”.
Tra gli altri aspetti che Confcommercio Vicenza ritiene più interessanti della convenzione, le condizioni agevolate sul SoftPOS, una soluzione “no hardware” che consente, tramite una app, di trasformare il proprio smartphone o tablet in un terminale POS, soluzione che risulta molto utile per i pagamenti fuori sede, ad esempio in caso di eventi o temporary store.
Sul fronte del credito, va sottolineata la previsione di finanziamenti a medio-lungo termine dedicati alle nuove imprese (costituite da meno di due anni) che diventano clienti dell’Istituto: può arrivare a coprire sino al 75% del piano di investimenti previsti.
Ampio è anche il capitolo dedicato all’affiancamento delle imprese nel cammino verso una maggiore sostenibilità, con linee di credito che prevedono la possibilità di arrivare a finanziare fino al 100% dell’investimento per una durata sino ad un massimo di 20 anni. Tra queste una specifica linea è finalizzata a supportare progetti di produzione di energia rinnovabile anche destinati a configurazioni di autoconsumo collettivo, compresi i progetti di autoproduzione di energia, che potranno essere realizzati dalle imprese associate utilizzando le coperture dei propri siti.
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