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FORMAZIONE ANTINCENDIO: LA SENTENZA DELLA CASSAZIONE

È un obbligo per il datore di lavoro. Il lavoratore deve essere informato e istruito anche sui rischi specifici

venerdì 21 marzo 2025
FORMAZIONE ANTINCENDIO FORMAZIONE ANTINCENDIO

La Corte di Cassazione (Sentenza n. 4165 del 31 gennaio 2025) ha analizzato la responsabilità del datore di lavoro riguardo alla mancata formazione di un lavoratore in un caso di ustioni causate da un incendio sul luogo di lavoro. La questione centrale dei giudici della Suprema Corte era comprendere se il lavoratore coinvolto nell'incidente avesse ricevuto una formazione adeguata sul rischio di incendio e se il suo comportamento fosse considerato anomalo o derivante dalla mancanza di istruzioni fornita dal datore di lavoro.

Il caso si riferisce a un incidente occorso il 6 giugno 2017, dove un operaio, mentre utilizzava una mola angolare per tagliare un metallo, ha generato delle scintille che hanno innescato un incendio per il contatto con un contenitore di solvente. L'operaio tentando di rimuovere il contenitore in fiamme si era causato gravi ustioni sul 44% del corpo.

La sentenza d’appello sottolineava che il lavoratore ha agito senza alcuna conoscenza delle procedure corrette, rendendo difficile considerare la sua reazione come assolutamente imprevedibile.

Il datore di lavoro, legale rappresentante della società coinvolta era stato quindi condannato per lesioni colpose. Lo stesso ha poi presentato ricorso in Cassazione contestando svariate questioni, tra cui la mancanza di precisazioni da parte della Corte di Appello riguardo alle violazioni nella formazione e l'attribuzione della responsabilità al comportamento anomalo del lavoratore.

Tuttavia, i giudici della Cassazione hanno ritenuto che le contestazioni presentate non giustificassero un intervento, fornendo un chiarimento sulle differenze tra questioni di merito e di legittimità, stabilendo che la Corte non si occupa della rivalutazione dei fatti già accertati da altri giudici.

La Corte ha concluso, quindi,  che i motivi del ricorso non rilevavano questioni nuove sul piano giuridico, confermando l'importanza della formazione antincendio come obbligo fondamentale del datore di lavoro e ha sottolineato che questa non deve essere generica, ma deve trattare i rischi specifici del lavoro, per evitare eventi come quello accaduto.

In definitiva, la Corte ha affermato che un comportamento istintivo durante un'emergenza, come l'incendio verificatosi, può [e deve] essere considerato prevedibile e non giustifica l'esclusione della responsabilità dell’impresa. Il datore di lavoro è stato quindi condannato a pagare le spese processuali e a versare una somma alla Cassa delle Ammende a causa dell'inammissibilità del ricorso.

Per quanto quindi la formazione in aula e le rispettive prove pratiche di spegnimento siano propedeutiche alla composizione delle capacità e delle competenze dell’addetto e al rilascio dell’attestato di abilitazione, queste non possono prescindere dalle istruzioni operative in termini di rischi specifici e di sicurezza che i lavoratori devono ricevere, e comprendere, da parte del datore di lavoro – (ndr)

Questa decisione sottolinea la necessità di una formazione adeguata anche e soprattutto a seconda del livello di rischio incendio presente in azienda e stabilisce un chiaro confine tra imprudenza del lavoratore e la mancanza di istruzioni specifiche.

L’ufficio Sicurezza e Ambiente di Confcommercio Vicenza è sempre a disposizione per analizzare ogni singola necessità o chiarimento in materia.

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