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AL VIA LE RICHIESTE PER I CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO PREVISTI DAL DECRETO SOSTEGNI BIS

Per le imprese con un calo del risultato economico di almeno il 30% nel 2020. Dal 2 dicembre, istanze anche per le discoteche, palestre e piscine

giovedì 09 dicembre 2021
AL VIA LE RICHIESTE PER I CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO PREVISTI DAL DECRETO SOSTEGNI BIS AL VIA LE RICHIESTE PER I CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO PREVISTI DAL DECRETO SOSTEGNI BIS

Si possono presentare fino al 28 dicembre le domande di contributo a fondo perduto, come previsto dal decreto sostegni bis della scorsa primavera (DL. 73/2021). La somma messa a disposizione dallo Stato è di 4,4 miliardi ed è destinata a dare un aiuto alle imprese che nel 2020, in seguito alle conseguenze dovute alla pandemia Covid, hanno visto peggiorare il risultato economico (quindi, non il fatturato come per i precedenti contributi a fondo perduto) di almeno il 30% rispetto al 2019.

Confcommercio Vicenza calcola che la percentuale delle aziende del commercio, del turismo e dei servizi vicentine, che possono beneficiare del contributo, sia intorno al 25% del totale. Il rimanente ne è escluso o perché, come dice la norma, non soddisfa il requisito del 30%, o ha un fatturato superiore ai 10 milioni di euro o perché l’ammontare dei contributi a fondo perduto già ricevuti dall’Agenzia delle Entrate supera l’importo del contributo da richiedere.

Inoltre, dal 2 dicembre e fino al 21 dicembre sarà possibile presentare domanda di contributi a fondo perduto anche da parte del settore delle discoteche, sale da ballo, a valere sul “Fondo per il sostegno delle attività economiche chiuse” (istituito dall’art 2 del decreto Sostegni-bis). Possono chiedere il contributo anche altre attività come cinema, teatri, palestre e piscine, rimasti chiusi nel 2021 per almeno 100 giorni, a causa delle restrizioni Covid-19. Per maggiori informazioni su questa agevolazione, vi rimandiamo alla circolare scaricabile, previo accesso con le proprie credienziali, dall'area riservata del sito ascom.vi.it.

L’istanza di contributo a fondo perduto deve essere presentata telematicamente mediante i canali messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. I contributi riconosciuti verranno accreditati direttamente sul conto corrente indicato nella domanda, oppure si potrà beneficare di un credito d’imposta.

“L’impatto della pandemia ha indebolito la redditività di tante imprese, mettendo a rischio soprattutto la liquidità – commenta Sergio Rebecca, presidente della Confcommercio di Vicenza -. Gli aiuti sono quindi utili, quanto necessari, ma occorre tenere presente le incertezze economiche che la pandemia sta ancora fortemente alimentando e che condizionano parecchio l’attività delle imprese. Ci aspettiamo quindi che il Governo valuti la situazione in atto e gli impatti profondi sul tessuto imprenditoriale delle imprese del commercio, del turismo e dei servizi e che intervenga con misure fiscali e creditizie dedicate”. Rebecca non perde l’occasione per ricordare l’azione che Confcommercio sta portando avanti per fare in modo che vi siano dei correttivi alla riforma universalistica degli ammortizzatori sociali, che altrimenti porterebbe un aumento contributivo per tante piccole imprese. “Va urgentemente risolta - sottolinea - la questione della sostenibilità, attraverso riduzioni compensative di altre componenti del cuneo contributivo e il ricorso allo stesso fondo pluriennale per la riduzione della pressione fiscale. Le imprese del Terziario hanno pagato, e stanno pagando, un prezzo molto alto la pandemia, sia in termini di riduzioni del reddito, sia di aumento dei costi delle materie prime e delle forniture, che di carenza di personale. Pertanto è necessario sostenere la loro ripresa senza aggravarne ulteriormente i conti”.

Per maggiori informazioni, contattare Confcommercio Vicenza al tel. 0444 964300.

ATTENZIONE: La notizia è riferita alla data di pubblicazione dell'articolo indicata in alto, sotto il titolo. Le informazioni contenute possono pertanto, nel corso del tempo, subire delle variazioni non riportate in questa pagina, ma in comunicazioni successive o non essere più attuali.

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